I tre fiorentini e la corda gettata
Guida al canto
Il cammino prosegue sul margine del settimo cerchio, oltre l'incontro con Brunetto. Il rombo dell'acqua che precipita nell'ottavo cerchio cresce fino a coprire la voce, e l'argine si apre su un salto ripido. Il fragore segnala la soglia di una nuova discesa, ancora tutta da affrontare.
Chi incontriamo
Tre fiorentini dannati tra i violenti contro natura: Guido Guerra, Tegghiaio Aldobrandi e Iacopo Rusticucci. Si staccano dal gruppo, ruotano in cerchio intorno a Dante e lo interrogano sulla sua città. Dante risponde con un giudizio duro, e i tre si allontanano di corsa. Solo dopo Virgilio compie un gesto enigmatico: scioglie la corda che Dante porta in vita e la getta nel burrato.
Cosa aspettarsi
L'incontro lascia a Dante un peso politico: Firenze è ormai travolta da gente nuova e guadagni rapidi. Il fragore dell'acqua annuncia la prossima discesa, e il gesto della corda apre un'attesa: qualcosa salirà dal fondo, e il lettore lo vedrà apparire prima del pellegrino.
Testo originaleInferno · Canto XVI
Parafrasi
che ’n sù si stende e da piè si rattrappa.
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