La sabbia ardente e i violenti contro Dio
Guida al canto
Alla fine del secondo girone, dove la selva dei suicidi cede il passo a una landa sabbiosa, terzo girone del settimo cerchio. Il suolo è una rena arida e spessa, paragonata a quella premuta dai piedi di Catone. Una pioggia continua di fiamme cade con lentezza, come neve su un'alpe senza vento, e accende la sabbia. I dannati sono distribuiti in modi diversi: supini, seduti raccolti, oppure in continuo movimento, per evitare il punto più caldo.
Chi incontriamo
Un dannato steso, indifferente alla pioggia infuocata, che si presenta con una sola frase e sfida l'idea stessa di vendetta. È Capaneo, uno dei sette re che assediarono Tebe, collocato tra i bestemmiatori per la sua superbia contro Giove, e da solo occupa uno spazio enorme nel canto. Virgilio lo rimprovera a voce alta perché nemmeno la pena lo piega.
Cosa aspettarsi
Verso il fondo del girone compare un fiumicello rosso che spegne le fiamme e costeggia la selva, offrendo a Dante un passaggio sicuro. Lungo il suo corso Virgilio spiega l'origine di tutti i fiumi infernali: dalla statua del Vecchio di Creta, che stilla lacrime dai quattro metalli, nascono Acheronte, Stige, Flegetonte e Cocito. Resta aperta una domanda sul Lete, che Dante vedrà solo più avanti, fuori da questa fossa.
Testo originaleInferno · Canto XIV
Parafrasi