Mitologico
Aretusa
Aretusa è la figura mitologica che Dante richiama in Inferno XXV, v. 97, menzionata accanto a Cadmo come soggetto di metamorfosi narrato da Ovidio.
Profilo
Nel canto XXV dell'Inferno, all'interno del passaggio in cui Dante paragona la propria opera a quella di poeti che hanno cantato metamorfosi, il poeta invoca il silenzio di Ovidio su Cadmo e su Aretusa, presentandoli come esempi supremi di trasformazione mitica. Il verso («Taccia di Cadmo e d'Aretusa Ovidio») colloca Aretusa nel novero dei personaggi ovidiani legati a un racconto di metamorfosi, citata come termine di confronto per l'eccezionalità dell'episodio dei due trasmutati (l'uomo in serpente e il serpente in uomo) che Dante sta descrivendo. La nota autorizzata al canto XXV conferma il riferimento ovidiano e il contesto del vanto letterario con cui Dante, secondo la tradizione retorica segnalata, proclama la superiorità del proprio soggetto sui classici. Non emergono dai versi citati né dettagli ulteriori sul mito di Aretusa (la fonte, la ninfa, il fiume, Artemide) né una diversa collocazione nel viaggio oltre a quella implicita del canto XXV.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXV | 97 | Taccia di Cadmo e d’Aretusa Ovidio, | Apri verso |