L'ordine della rosa e i due volti della fede

Guida al canto

Dove siamo

Dante è ancora nell'Empireo, immerso nella candida rosa dei beati. Lo assale un dubbio: perché gli spiriti dei bambini morti prima del battesimo hanno gradi diversi, se non per merito proprio? San Bernardo scioglie il nodo parlando della grazia e dei tempi della fede, poi riprende a descrivere il giardino fiorito.

Chi incontriamo

San Bernardo è la guida parlante: spiega l'ordine della rosa, indica i seggi vicini alla Vergine e nomina Adamo, san Pietro, sant'Anna, san Giovanni Battista, Lucia e il patriarca che siede accanto a Pietro. L'angelo Gabriele è riconosciuto come colui che portò la palma a Maria, e l'intera corte risponde con un'Ave.

Cosa aspettarsi

Dopo la spiegazione dell'ordine della rosa, il canto si chiude con un cambio di passo: San Bernardo si rivolge in preghiera alla Vergine perché conceda a Dante la grazia di sostenere la visione finale. Si entra nell'ultima tappa, quella in cui la parola lascia spazio allo sguardo.
Testo originaleParadiso · Canto XXXII
Parafrasi

Affetto al suo piacer, quel contemplante

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libero officio di dottore assunse,

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e cominciò queste parole sante:

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«La piaga che Maria richiuse e unse,

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quella ch’è tanto bella da’ suoi piedi

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è colei che l’aperse e che la punse.

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Ne l’ordine che fanno i terzi sedi,

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siede Rachel di sotto da costei

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con Bëatrice, sì come tu vedi.

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Sarra e Rebecca, Iudìt e colei

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che fu bisava al cantor che per doglia

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del fallo disse ‘Miserere mei’,

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puoi tu veder così di soglia in soglia

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giù digradar, com’ io ch’a proprio nome

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vo per la rosa giù di foglia in foglia.

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E dal settimo grado in giù, sì come

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infino ad esso, succedono Ebree,

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dirimendo del fior tutte le chiome;

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perché, secondo lo sguardo che fée

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la fede in Cristo, queste sono il muro

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a che si parton le sacre scalee.

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Da questa parte onde ’l fiore è maturo

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di tutte le sue foglie, sono assisi

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quei che credettero in Cristo venturo;

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da l’altra parte onde sono intercisi

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di vòti i semicirculi, si stanno

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quei ch’a Cristo venuto ebber li visi.

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E come quinci il glorïoso scanno

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de la donna del cielo e li altri scanni

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di sotto lui cotanta cerna fanno,

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così di contra quel del gran Giovanni,

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che sempre santo ’l diserto e ’l martiro

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sofferse, e poi l’inferno da due anni;

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e sotto lui così cerner sortiro

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Francesco, Benedetto e Augustino

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e altri fin qua giù di giro in giro.

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Or mira l’alto proveder divino:

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ché l’uno e l’altro aspetto de la fede

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igualmente empierà questo giardino.

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E sappi che dal grado in giù che fiede

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a mezzo il tratto le due discrezioni,

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per nullo proprio merito si siede,

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ma per l’altrui, con certe condizioni:

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ché tutti questi son spiriti ascolti

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prima ch’avesser vere elezïoni.

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Ben te ne puoi accorger per li volti

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e anche per le voci püerili,

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se tu li guardi bene e se li ascolti.

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Or dubbi tu e dubitando sili;

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ma io discioglierò ’l forte legame

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in che ti stringon li pensier sottili.

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Dentro a l’ampiezza di questo reame

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casüal punto non puote aver sito,

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se non come tristizia o sete o fame:

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ché per etterna legge è stabilito

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quantunque vedi, sì che giustamente

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ci si risponde da l’anello al dito;

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e però questa festinata gente

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a vera vita non è sine causa

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intra sé qui più e meno eccellente.

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Lo rege per cui questo regno pausa

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in tanto amore e in tanto diletto,

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che nulla volontà è di più ausa,

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le menti tutte nel suo lieto aspetto

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creando, a suo piacer di grazia dota

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diversamente; e qui basti l’effetto.

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E ciò espresso e chiaro vi si nota

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ne la Scrittura santa in quei gemelli

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che ne la madre ebber l’ira commota.

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Però, secondo il color d’i capelli,

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di cotal grazia l’altissimo lume

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degnamente convien che s’incappelli.

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Dunque, sanza mercé di lor costume,

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locati son per gradi differenti,

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sol differendo nel primiero acume.

75

Bastavasi ne’ secoli recenti

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con l’innocenza, per aver salute,

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solamente la fede d’i parenti;

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poi che le prime etadi fuor compiute,

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convenne ai maschi a l’innocenti penne

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per circuncidere acquistar virtute;

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ma poi che ’l tempo de la grazia venne,

82

sanza battesmo perfetto di Cristo

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tale innocenza là giù si ritenne.

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Riguarda omai ne la faccia che a Cristo

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più si somiglia, ché la sua chiarezza

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sola ti può disporre a veder Cristo».

87

Io vidi sopra lei tanta allegrezza

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piover, portata ne le menti sante

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create a trasvolar per quella altezza,

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che quantunque io avea visto davante,

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di tanta ammirazion non mi sospese,

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né mi mostrò di Dio tanto sembiante;

93

e quello amor che primo lì discese,

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cantando ‘Ave, Maria, gratïa plena’,

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dinanzi a lei le sue ali distese.

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Rispuose a la divina cantilena

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da tutte parti la beata corte,

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sì ch’ogne vista sen fé più serena.

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«O santo padre, che per me comporte

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l’esser qua giù, lasciando il dolce loco

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nel qual tu siedi per etterna sorte,

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qual è quell’ angel che con tanto gioco

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guarda ne li occhi la nostra regina,

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innamorato sì che par di foco?».

105

Così ricorsi ancora a la dottrina

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di colui ch’abbelliva di Maria,

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come del sole stella mattutina.

108

Ed elli a me: «Baldezza e leggiadria

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quant’ esser puote in angelo e in alma,

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tutta è in lui; e sì volem che sia,

111

perch’ elli è quelli che portò la palma

112

giuso a Maria, quando ’l Figliuol di Dio

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carcar si volse de la nostra salma.

114

Ma vieni omai con li occhi sì com’ io

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andrò parlando, e nota i gran patrici

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di questo imperio giustissimo e pio.

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Quei due che seggon là sù più felici

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per esser propinquissimi ad Agusta,

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son d’esta rosa quasi due radici:

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colui che da sinistra le s’aggiusta

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è il padre per lo cui ardito gusto

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l’umana specie tanto amaro gusta;

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dal destro vedi quel padre vetusto

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di Santa Chiesa a cui Cristo le chiavi

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raccomandò di questo fior venusto.

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E quei che vide tutti i tempi gravi,

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pria che morisse, de la bella sposa

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che s’acquistò con la lancia e coi clavi,

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siede lungh’ esso, e lungo l’altro posa

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quel duca sotto cui visse di manna

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la gente ingrata, mobile e retrosa.

132

Di contr’ a Pietro vedi sedere Anna,

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tanto contenta di mirar sua figlia,

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che non move occhio per cantare osanna;

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e contro al maggior padre di famiglia

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siede Lucia, che mosse la tua donna

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quando chinavi, a rovinar, le ciglia.

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Ma perché ’l tempo fugge che t’assonna,

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qui farem punto, come buon sartore

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che com’ elli ha del panno fa la gonna;

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e drizzeremo li occhi al primo amore,

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sì che, guardando verso lui, penètri

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quant’ è possibil per lo suo fulgore.

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Veramente, ne forse tu t’arretri

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movendo l’ali tue, credendo oltrarti,

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orando grazia conven che s’impetri

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grazia da quella che puote aiutarti;

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e tu mi seguirai con l’affezione,

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sì che dal dicer mio lo cor non parti».

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E cominciò questa santa orazione:

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