Il punto di luce e i nove cori angelici
Guida al canto
Dante è salito con Beatrice oltre il Primo Mobile e si trova ora nel Cielo stellato, dove il cosmo sensibile cede il passo alla pura contemplazione angelica. Davanti a lui appare un unico punto di luce intensissima, attorno al quale nove cerchi di fuoco ruotano a velocità decrescente, dal più stretto al più largo. La visione somiglia a uno specchio acceso: il viaggiatore è sospeso, in attesa di capire che ordine regge quei giri.
Chi incontriamo
Beatrice, unica voce del canto: spiega perché i cerchi empirei sembrano invertiti rispetto al mondo sensibile, chiarendo che la grandezza delle sfere dipende dalla virtù, non dall'apparenza. Presenta poi le tre gerarchie angeliche, cita Dionigi che nominò e distinse i cori come lei, e ricorda che Gregorio Magno, aprendo gli occhi in questo cielo, rise di sé per averli diversamente ordinati.
Cosa aspettarsi
Dopo la spiegazione Beatrice consegna a Dante la chiave per intendere il rapporto tra cielo fisico e cielo angelico: la beatitudine nasce dal vedere, non dall'amare. Resta aperta la domanda su ciò che accade nel cerchio più esterno, dove la processione dei beati si prepara a entrare in scena nell'Empireo.