Storico

Vanni Fucci

Ladro pistoiese incontrato da Dante nella bolgia dei ladri; si dichiara empio e protervo, si definisce 'bestia' e lancia contro Dio una profezia di sventura per i Bianchi.

Profilo

Vanni Fucci compare nel Canto XXIV dell'Inferno: alla domanda di Dante afferma con violenza di essere lui stesso, pronunciando 'son Vanni Fucci', e dichiara di aver condotto una 'Vita bestial', qualificandosi come bestia. Le note documentano che fu uno dei responsabili del furto alla cappella di San Iacopo in cui, secondo un codice pistoiese del tempo, fu coinvolto insieme al notaio Vanni della Monna e a Vanni Mironne; le ultime notizie storiche su di lui risalgono al 1295. Dante lo tratteggia come empio e protervo, senza dissimulare la vergogna della condizione in cui è colto; il personaggio è collocato nella bolgia infernale riservata ai ladri, dove i dannati sono mescolati ai serpenti.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXIV125sì come a mul ch’i’ fui; son Vanni FucciApri verso