Divinità
Troni
Ordine angelico della prima e più alta gerarchia (Serafini, Cherubini, Troni), tramite il quale i giudizi divini si riflettono nei cieli inferiori come in uno specchio; sono designati anche «Troni del divino aspetto».
Profilo
I Troni costituiscono il terzo ordine della prima e più alta gerarchia angelica, accanto a Serafini e Cherubini, e sono presentati da Dante come i tramiti attraverso i quali Dio esercita la giustizia: i giudizi divini sono infatti riflessi dai Troni verso i cieli inferiori, e gli spiriti beati li leggono in essi come in uno specchio. Questa identificazione è esplicitamente formulata da Cunizza nel cielo di Venere, che indica in essi il fondamento della certezza con cui le sue parole appaiono «buone», cioè secondo giustizia. Il medesimo ordine è richiamato nella descrizione del Primo Mobile come «Troni del divino aspetto», all'interno della schiera angelica che eternamente fiorisce e canta l'Osanna, articolandosi in tre ordini. La presenza testuale della denominazione è dunque limitata ai due passi paradisiaci, mentre ogni ulteriore precisizione dottrinale (citazione di Gregorio Magno, distinzione fra le tre gerarchie, rapporto con la contemplazione divina) è ricavata dall'apparato critico autorizzato.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto IX | 61 | Sù sono specchi, voi dicete Troni, | Apri verso |
| Paradiso | Canto XXVIII | 104 | si chiaman Troni del divino aspetto, | Apri verso |