Divinità

Temi

Temi è ricordata da Dante in Purgatorio XXXIII in una similitudine che paragona la rapidità delle domande di Beatrice a quella tra Temi e la Sfinge.

Profilo

Temi è citata da Dante in Purgatorio XXXIII, v. 47, all'interno di una similitudine con cui l'autore descrive il succedersi serrato delle domande rivolte da Beatrice. Nel verso «qual Temi e Sfinge, men ti persuade» Temi è associata alla Sfinge come termine di paragone: l'eco del dialogo tra i due esseri mitologici serve a illustrare l'andamento incalzante del discorso della guida di Dante, in un passo conclusivo del Purgatorio. La menzione è dunque circoscritta a questa similitudine e non è accompagnata, nei versi-ancora e nelle note fornite, da ulteriori indicazioni su ruolo, genealogia o attribuzioni specifiche della figura.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XXXIII47qual Temi e Sfinge, men ti persuade,Apri verso