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Tegghiaio Aldobrandi

Cittadino fiorentino citato da Cacciaguida tra i personaggi del "buon tempo antico" di Firenze, ricordato nei versi del canto XVI dell'Inferno per la voce risonante nel mondo.

Profilo

Tegghiaio Aldobrandi è ricordato da Cacciaguida nel XVI canto dell'Inferno come uno dei fiorentini del buon tempo antico. I versi lo citano insieme a Guido Guerra, definito nipote della buona Gualdrada, in un passo in cui il trisavolo di Dante rimpiange la Firenze del passato contrapponendola alla situazione presente. Le note al canto specificano che il nome di Tegghiaio è introdotto dall'immagine della "voce nel mondo" trita dalla gente: un'espressione che, secondo l'annotazione critica, va intesa come perifrasi per "cammina", sottolineando la meschina condizione in cui versa ora colui che un tempo fu famoso. La nota paragona inoltre la figura di Guido Guerra, capo guelfo di grande spicco, a un "Farinata della parte guelfa", per spiegare la risonanza dell'emistichio che ne annuncia il nome. Non risulta dai versi e dalle note forniti un ulteriore dettaglio biografico su Tegghiaio stesso.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XVI41è Tegghiaio Aldobrandi, la cui voceApri verso