Poeti e pensatori

Solone

Legislatore ateniese richiamato da Carlo Magno nel cielo di Venere come esempio della varietà degli influssi celesti, che producono sulla terra nature molto diverse tra loro.

Profilo

Solone è menzionato da Carlo Magno nel discorso del canto VIII del Paradiso, pronunciato nel cielo di Venere, dove l'imperatore franco spiega la necessaria diversità delle attitudini umane per la vita civile, predisposta dalla provvidenza divina attraverso gli influssi dei cieli. Per illustrare questa varietà Carlo Magno cita, come casi estremi e opposti, la nascita di Solone e quella di un altro personaggio, Serse, mostrando così come a influssi celesti differenti corrispondano nature e compiti molto diversi tra gli uomini. La nota di commento al passo colloca l'affermazione di Dante entro l'insegnamento aristotelico sull'uomo come animale per natura civile, e ricorda come Dante stesso riprenda altrove l'idea della necessaria differenziazione dei compiti nella comunità. La scheda si limita a quanto direttamente attestato dal verso e dalla nota: il nome di Solone, la menzione della sua nascita e la funzione di esempio della diversità delle attitudini umane.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto VIII124per ch’un nasce Solone e altro Serse,Apri verso