Papi e religiosi
Simon Mago
Simone, mago di Samaria, ricordato da Dante come responsabile del peccato che da lui prende nome, la simonia, condannato quale capostipite dei simoniaci.
Profilo
Simone, mago di Samaria, è personaggio degli Atti degli Apostoli, dal cui nome fu designato il peccato che egli per primo commise: egli chiese infatti a Pietro di vendergli per denaro la facoltà di trasmettere lo Spirito Santo con l'imposizione delle mani, come facevano gli apostoli. Pietro gli rispose: «Pecunia tua tecum sit in perditionem, quoniam donum Dei existimasti pecunia possideri» (Act. Ap. 8, 20). Dante, all'inizio del canto XIX dell'Inferno, apre con un'apostrofe solenne: «O Simon mago, o miseri seguaci», intendendo con «miseri seguaci» tutti i simoniaci che lo hanno imitato. In Paradiso XXX, v. 147, Cacciaguida ricorda il luogo «là dove Simon mago è per suo merto», indicando la sede della punizione dei simoniaci.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XIX | 1 | O Simon mago, o miseri seguaci | Apri verso |
| Paradiso | Canto XXX | 147 | là dove Simon mago è per suo merto, | Apri verso |