Mitologico

Silvio (parente)

Silvio, parente di Enea, è ricordato da Dante nel Canto II dell'Inferno come esempio di viaggio ultraterreno legato all'Eneide, accostato a quello di san Paolo.

Profilo

Nel Canto II dell'Inferno, Dante nomina Silvio parente come esempio di figura che compì un viaggio nell'aldilà. Il personaggio è menzionato all'interno del discorso che Virgilio rivolge a Dante, in cui vengono evocati i due grandi viaggiatori dell'aldilà della tradizione, uno pagano e uno cristiano. Silvio è presentato come parente di Enea, legame che rimanda al racconto virgiliano. La nota critica al Canto II chiarisce che Dante, alle soglie del poema, intende richiamare solennemente i due momenti centrali della storia del mondo, di cui l'Eneide e la Bibbia sono i testimoni, e che solo questi due viaggi hanno valore per lui, in quanto portatori di una funzione pubblica verso l'umanità. La menzione di Silvio si inserisce dunque in una cornice storico-letteraria, senza ulteriori dettagli biografici forniti dai versi-ancora.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto II13Tu dici che di Silvïo il parente,Apri verso