Mitologico
Sicheo
Sicheo è lo sposo di Didone ricordato come il marito cui ella mantenne una promessa di fede, rotta poi per amore di Enea.
Profilo
Sicheo compare nella Commedia esclusivamente in qualità di marito di Didone, evocato come termine della fedeltà coniugale tradita. Nel canto V dell'Inferno il verso «e ruppe fede al cener di Sicheo» indica che Didone, innamoratasi di Enea, venne meno alla promessa di castità fatta alle ceneri dello sposo defunto, secondo il racconto virgiliano dell'Eneide. Le note al passo glossano l'espressione come traslazione del latino «non servata fides cineri promissa Sichaeo» e identificano la colpa come adulterio, ricordando la morte violenta di Didone. Nel canto IX del Paradiso la memoria di Sicheo ritorna in un confronto autobiografico di Folchetto da Marsiglia, che adduce la passione di Didone per Enea come misura del proprio ardore amoroso; le note al passo spiegano che quell'ardore offese sia Sicheo, marito morto di Didone, sia Creusa, sposa defunta di Enea. La figura resta così un punto di riferimento morale per misurare la violazione del vincolo coniugale.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto V | 62 | e ruppe fede al cener di Sicheo; | Apri verso |
| Paradiso | Canto IX | 98 | noiando e a Sicheo e a Creusa, | Apri verso |