Da classificare

ser Martino

Nome proprio citato da Dante nel Paradiso come esempio di persona comune, usato insieme a donna Berta per indicare chiunque, spesso con valore spregiativo.

Profilo

Ser Martino è menzionato da Dante nel canto XIII del Paradiso, al verso 139, all'interno di un passo ammonitore in cui il poeta mette in guardia gli uomini dal giudicare con leggerezza la salvezza altrui, cosa che spetta solo a Dio. Il nome è accoppiato a quello di «donna Berta» e, secondo le note al canto, i due nomi stanno in antico per «due persone qualunque», come oggi si direbbe Tizio e Caio, richiamando l'uso presente nel Convivio. In questo contesto i due nomi sono usati in senso spregiativo per indicare la piccolezza dell'uomo di fronte a Dio. L'espressione «Non creda donna Berta e ser Martino» è collegata al tema del discernimento nel giudicare, che caratterizza la sequenza morale del canto. La coppia Berta-Martino ritornerà nella Commedia, in un diverso gioco di nomi tipici fiorentini.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto XIII139Non creda donna Berta e ser Martino,Apri verso