Papi e religiosi

Saul

Re d'Israele menzionato da Dante nel Purgatorio in relazione alla morte per mano propria e alla maledizione dei monti di Gelboe, ad esempio di superbia punita.

Profilo

Saul è ricordato da Dante nel Purgatorio (XII 40) con le parole «O Saùl, come in su la propria spada», nell'ambito della cornice dei superbi. L'annotazione al canto XII, v. 42, chiarisce che il riferimento riguarda la morte di Saul, eletto di Dio ucciso sui monti di Gelboe, e richiama il lamento di David in 2 Samuele 1, 21: «O monti di Gelboè, né rugiada né pioggia scendano più su di voi», interpretato da Dante come punizione dell'arroganza di quei monti e dunque figura di superbia punita. La nota segnala inoltre che la maledizione è considerata avverata, costituendo un ulteriore esempio biblico della medesima serie esemplare in cui si colloca la menzione di Saul.

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1 versi
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PurgatorioCanto XII40O Saùl, come in su la propria spadaApri verso