Papi e religiosi
san Lorenzo
Santo martire ricordato da Dante come esempio di fermezza d'animo nel resistere alla violenza, citato insieme a Muzio Scevola nel cielo del Sole.
Profilo
Nel Paradiso, il santo è richiamato come esempio emblematico di una volontà intera capace di non piegarsi alla violenza esterna. Dante lo associa all'eroe pagano Muzio Scevola per illustrare come l'uomo, se vuole, possa resistere a qualsiasi tormento. La nota al verso precisa che Lorenzo è un martire venerato in tutta la cristianità, al cui nome si intitola una delle maggiori basiliche romane; di origine spagnola, diacono a Roma, fu arso vivo su una graticola durante la persecuzione di Valeriano nel 258. La citazione dantesca, condensata in un solo verso, ne sottolinea la strenua forza dell'animo, rappresentata dal verbo "tenne" che lo mostra saldo sulla graticola infuocata. La menzione si inserisce nel discorso di Beatrice sulle verità della fede, senza collocare il santo in una precisa cornice celeste: i versi-ancora lo evocano esclusivamente come exemplum di costanza e integrità morale, al pari del sacrificio di Muzio Scevola davanti a Porsenna.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto IV | 83 | come tenne Lorenzo in su la grada, | Apri verso |