Papi e religiosi

Saffira

Saffira è citata da Dante nel XX canto del Purgatorio come esempio emblematico, ricordata insieme al marito in una rassegna di casi di avarizia punita.

Profilo

Il nome di Saffira compare in Purgatorio XX, v. 112, all'interno di una serie di exempla antichi che il penitente Hugues Capét intona per illustrare la virtù della liberalità in contrapposizione al vizio dell'avarizia. Il verso («Indi accusiam col marito Saffira») la presenta accanto al marito nel quadro di una condanna biblica tradizionale legata al peccato di avarizia. Il marito cui si allude è Anania, come risulta dal racconto degli Atti degli Apostoli richiamato dalla nota autorizzata al canto XX del Purgatorio, dove Saffira è indicata come correa del marito. La nota al canto XX colloca la coppia tra i casi di avarizia punita che si aggiungono agli esempi precedenti (Pigmalione, Mida, Acàn), ma non precisa la collocazione nel Purgatorio: Saffira è solo menzionata in una rassegna retorica, non è un'anima presente sulla cornice.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XX112Indi accusiam col marito Saffira;Apri verso