Papi e religiosi

Romoaldo

San Romoaldo, monaco e fondatore dell'eremo di Camaldoli, è annoverato da Dante tra gli spiriti beati contemplanti del Cielo di Saturno nel Paradiso XXII.

Profilo

Nel ventiduesimo canto del Paradiso, all'interno del Cielo di Saturno, Dante inserisce Romoaldo in un elenco di contemplativi affiancato a Maccario, con un andamento enumerativo che richiama le rassegne di santi già usate altrove. La nota critica autorizzata lo identifica come san Romualdo (Romoaldo nella forma del verso), della famiglia ravennate degli Onesti, fondatore nel 1012 dell'eremo di Camaldoli e dell'Ordine camaldolese, ramo della famiglia benedettina, cui apparteneva anche l'eremo di Fonte Avellana; la nota ne fissa la morte al 1027 e ricorda come Pier Damiano ne abbia scritto la celebre Vita. Romoaldo è presentato come rappresentante della riforma del monachesimo benedettino in senso più strettamente eremitico e contemplativo, in parallelo a Maccario, che nella stessa nota è indicato come iniziatore del monachesimo orientale. La coppia Maccario-Romoaldo simboleggia così i due rami, orientale e occidentale, della tradizione contemplativa ricondotti da Dante alla corona dei beati contemplanti.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto XXII49Qui è Maccario, qui è Romoaldo,Apri verso