Divinità
Rea
Rea, madre degli dèi, è ricordata da Dante come colei che scelse Creta come luogo sicuro dove nascondere il figlio Giove, affidandolo a una culla fidata.
Profilo
Nel quattordicesimo canto dell'Inferno, durante la descrizione del Flegetonte e delle sue origini, Dante rievoca la mitica infanzia di Giove per spiegare il significato di un segno premonitore. Secondo il racconto poetico, Rea avrebbe prescelto Creta quale rifugio sicuro per la nascita del figlio, occultandolo in una culla fidata per sottrarlo alla furia del padre Saturno. La menzione si inserisce nella similitudine con cui il poeta paragona l'inasprirsi della violenza nel fiume di sangue bollente, in occasione del passaggio del Minotauro, al turbamento che in passato agito il fiume Asopo in Tessaglia per il ratto di Egina. La divinità, madre di Giove e consorte di Saturno, appare dunque come figura della tradizione mitologica classica evocata da Dante in chiave comparativa, senza assurgere a personaggio autonomo del viaggio oltremondano.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XIV | 100 | Rëa la scelse già per cuna fida | Apri verso |