Mitologico
Proserpina
Figura mitologica evocata da Dante nel Purgatorio terrestre come termine di paragone per la donna che coglie fiori nel bosco dell'Eden: è la giovane figlia di Cerere colta mentre perde i fiori raccolti, secondo il racconto ovidiano.
Profilo
Nel canto XXVIII del Purgatorio Dante inserisce il nome di Proserpina in una similitudine: la donna che nel bosco del Paradiso terrestre coglie fiori viene paragonata a Proserpina «nel tempo che perdette / la madre lei, ed ella perdette primavera». La nota critica al verso chiarisce che Dante cita esplicitamente la propria fonte, le Metamorfosi di Ovidio (V 385 sgg.), dove Proserpina è la giovane figlia di Cerere che, mentre si trova in un bosco ombroso ricco di acque e fiori, viene rapita dal re degli inferi e perde così i fiori raccolti. Lo stesso commento indica che il gesto della donna dantesca («fior da fiore») ricalca quello della Proserpina ovidiana («aut violas aut candida lilia carpit»). Le note evidenziano inoltre il valore simbolico del mito: Proserpina figurava la perdita dell'innocenza e della felicità della giovinezza, richiamabile per i cristiani alla perdita del paradiso terrestre, e proprio questo parallelo — insieme al legame con la figura di Lia — suggerisce il significato della donna del canto (poi identificata come Matelda).
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXVIII | 50 | Proserpina nel tempo che perdette | Apri verso |