Poeti e pensatori

Prisciano

Prisciano da Cesarea, grammatico del VI secolo, citato da Brunetto Latino tra i sodomiti del settimo cerchio. Dante lo include nella schiera dei dannati accanto a Francesco d'Accorso, accomunandolo nella fama di litterati.

Profilo

Secondo la nota al verso 109 del canto XV dell'Inferno, Prisciano è identificato con Prisciano da Cesarea, maestro di grammatica del VI secolo, autore delle diffusissime Institutiones gramaticae, la grammatica latina più usata nel Medioevo. La nota stessa segnala che non esistono fonti che lo dichiarino colpevole di sodomia, e avanza l'ipotesi che al tempo di Dante la sua figura fosse confusa con quella del vescovo eretico Priscillano, capo di una setta del IV secolo a cui tale peccato era attribuito. La stessa nota considera tuttavia più probabile che Prisciano rappresenti, come il più celebre tra i pedagogi, la categoria dei maestri, che la tradizione medievale soleva accusare di sodomia. Il verso 109 lo colloca esplicitamente tra i dannati che sfilano nella processione del settimo cerchio, designati con la formula turba grama. La nota al verso 110 lo affianca a Francesco d'Accorso, figlio del giurista Accursio e docente bolognese, con cui forma la coppia dei due letterati di gran fama indicati da Brunetto prima della menzione del cherco fiorentino.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XV109Priscian sen va con quella turba grama,Apri verso