Divinità
Pluto
Dio delle ricchezze posto da Dante a custodia del cerchio degli avari e prodighi, distinto dal Plutone re dell'Averno che è invece Lucifero (Dite).
Profilo
Pluto è la figura che Dante incontra nel passaggio dal terzo al quarto cerchio infernale. In Inferno VI 115 è designato come il gran nemico, epiteto che la tradizione attribuisce al demonio, qui applicato al dio delle ricchezze perché la cupidigia dei beni terreni è considerata la radice di ogni male. In Inferno VII 2 prende la parola con voce chioccia, e Virgilio lo apostrofa come maladetto lupo, assimilandolo alla lupa del primo canto, immagine della cupidigia. Le note autorizzate ricordano che in antico il dio delle ricchezze figlio di Giasione e Demetra fu confuso con Plutone figlio di Crono e Rea; Dante invece li distingue: Dite è per lui il nome di Lucifero, mentre Pluto è custode del cerchio degli avari e prodighi. Il personaggio non è mai presentato come figura umana, ma come entità mostruosa e ferina, con faccia gonfia d'ira.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto VI | 115 | quivi trovammo Pluto, il gran nemico. | Apri verso |
| Inferno | Canto VII | 2 | cominciò Pluto con la voce chioccia; | Apri verso |