Famiglie e fazioni
Pinamonte
Pinamonte è ricordato da Dante come l'artefice dell'inganno teso al conte di Casalodi, episodio legato alla perdita di potere guelfo a Mantova.
Profilo
Nella narrazione dantesca dell'Inferno, Pinamonte è menzionato in relazione agli eventi che portarono allo spopolamento di Mantova. Secondo quanto riferito nel canto, prima che la 'mattia' del conte di Casalodi soggiacesse all'inganno di Pinamonte, la città era ancora densamente popolata. Il verso fissa così un nesso diretto tra l'azione di Pinamonte e la rovina politica subita da Casalodi, che si era privato dei propri sostenitori seguendo un consiglio ingannevole. La nota autorizzata al passo qualifica Pinamonte come appartenente alla famiglia dei Bonacolsi e chiarisce che l'episodio si colloca nel 1272, quando Casalodi fu cacciato dalla città e gran parte delle famiglie nobili rimaste fu bandita e sterminata. Il passo concorre dunque a tratteggiare un quadro storico-politico all'origine della decadenza mantovana, evocata da Dante in parallelo al declino della maga Manto.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XX | 96 | da Pinamonte inganno ricevesse. | Apri verso |