Papi e religiosi

Niccolò

Niccolò è menzionato da Dante nell'Inferno tra gli alchimisti senesi e nel Purgatorio come esempio di virtù, identificabile con san Nicola di Mira.

Profilo

Nel ventinovesimo canto dell'Inferno, all'interno della bolgia degli alchimisti, il personaggio di Capocchio indica Niccolò come uno di coloro che spendono ricchezze in vanità, secondo l'elenco dei Senesi spendaccioni («la costuma riccha del Garbo»). Nel ventesimo canto del Purgatorio, tra gli esempi di virtù proclamati dalle anime purganti, è ricordato il gesto di Niccolò che soccorse tre fanciulle povere, gettando loro del denaro di notte per salvarle dalla vergogna. Le note critiche identificano questo Niccolò con san Nicola, vescovo di Mira nella Licia e patrono di Bari, la cui leggenda, narrata tra gli altri dal Buti, racconta l'episodio delle tre fanciulle. L'identità del Niccolò senese dell'Inferno è invece distinta e riguarda uno spendacciso di Siena, come si ricava dal contesto della rassegna senese condotta da Capocchio.

Nel testo

Versi collegati

2 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXIX127e Niccolò che la costuma riccaApri verso
PurgatorioCanto XX32che fece Niccolò a le pulcelle,Apri verso