Mitologico

Nasidio

Soldato dell'esercito di Catone Uticense che, morso da un serpente nel deserto libico, si gonfiò fino a spezzare la corazza, riducendosi a massa informe. Dante lo cita in Inferno XXV, v. 95.

Profilo

Nasidio compare nella Divina Commedia come termine di confronto all'interno dell'Inferno. Il verso 95 del canto XXV lo menziona accanto a Sabello, in una rassegna di casi mitologici e letterari richiamati da Dante: del misero Sabello e di Nasidio. La nota autorizzata al medesimo canto precisa che Sabello e Nasidio sono due tra i molti soldati dell'esercito di Catone che, traversando il deserto libico, vengono morsi da serpenti velenosi; il primo si dissolve in cenere, mentre il secondo si gonfia fino a perdere ogni sembianza d'uomo. La medesima nota indica inoltre che la scena di Nasidio, con la sua descrizione di un corpo che perde forma umana, ha offerto a Dante lo spunto per la figura mostruosa descritta nella stessa bolgia. Il nome è citato esclusivamente in questo verso, come semplice richiamo del modello lucaneo.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXV95del misero Sabello e di Nasidio,Apri verso