Mitologico

Naiadi

Ninfe dei fiumi citate da Dante nel Canto XXXIII del Purgatorio, richiamate in relazione all'enigma della Sfinge e all'interpretazione del grido di Eduardo.

Profilo

Le Naiadi sono le ninfe delle acque fluviali, ricordate da Dante nel Canto XXXIII del Purgatorio al verso 49, dove si afferma che «fier li fatti le Naiade», cioè i fatti stessi scioglieranno l'enigma. La nota critica al verso chiarisce che le Naiadi non erano in realtà scioglitrici di oracoli oscuri e che la menzione dipende da un errore materiale presente in più codici di Ovidio allora correnti, nei quali si leggeva «Naiades» invece di «Laiades», con riferimento a Edipo, figlio di Laio, che secondo il mito sciolse l'enigma della Sfinge ed entrò così in Tebe, come raccontano Ovidio nelle Metamorfosi e Stazio nella Tebaide. La forma italiana «Naiade», attestata dal verso dantesco, è l'unica variante testuale documentata. Nel passo purgatoriale la citazione si intreccia con la similitudine del grido di Eduardo, spiegato da Stazio, e con la discussione sull'oscurità degli oracoli.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XXXIII49ma tosto fier li fatti le Naiade,Apri verso