Divinità
Muse
Le Muse sono le divinità dell'ispirazione poetica invocate da Dante all'inizio di ciascuna cantica come aiuto alla sua impresa letteraria.
Profilo
Le Muse compaiono nella Commedia come figure invocative, mai come personaggi in scena. Nel Purgatorio I 8 il poeta si rivolge loro con l'appellativo «sante Muse», dichiarandosi loro consacrato. Nel Paradiso II 9 le «nove Muse» sono menzionate insieme ad Apollo e Minerva nell'ambito della navigazione paradisiaca, in cui rappresentano l'arte e la tecnica poetica. La nota al canto ricorda come nel Purgatorio Dante invochi in particolare Calliope, musa dell'epica, mentre nel Paradiso il compito si estende a tutte nove e ad Apollo stesso. Nel canto II dell'Inferno l'invocazione alle Muse apre propriamente il poema, configurandosi come topos classico in cui il poeta chiede forza per la straordinaria impresa letteraria. Le note evidenziano la gradazione fra le tre cantiche: sei versi nell'Inferno, dodici nel Purgatorio, trentasei nel Paradiso.
Nel testo
Versi collegati
4 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto I | 8 | o sante Muse, poi che vostro sono; | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XXII | 102 | che le Muse lattar più ch’altri mai, | Apri verso |
| Paradiso | Canto II | 9 | e nove Muse mi dimostran l’Orse. | Apri verso |
| Paradiso | Canto XVIII | 82 | O diva Pegasëa che li ’ngegni | Apri verso |