Mitologico
Minosse
Re di Creta figlio di Zeus ed Europa, immaginato dai poeti antichi come giudice delle anime infernali; Dante lo colloca all'ingresso dell'Inferno quale custode che assegna i dannati ai cerchi.
Profilo
Minosse è ricordato nella Commedia come giudice delle anime dannate, collocato da Dante all'ingresso dell'Inferno vero e proprio. All'arrivo di ogni spirito lo descrive intento a esaminare le colpe e ad assegnare la sede, indicando il cerchio con il numero degli avvolgimenti della coda. Tale ufficio, già immaginato dai poeti antichi come proprio di un legislatore severo, viene ripreso da Dante e adattato alla struttura concentrica del suo regno sotterraneo. Minosse si rivolge direttamente a Dante, meravigliandosi della presenza di un vivo, e viene tacitato da Virgilio con una formula che richiama quella già usata per Caronte. Il suo nome ricorre inoltre nei canti XIII, XX e XXVII a indicare genericamente la sede dei dannati, e in Purgatorio I è ricordato da Catone come limite del mondo da cui Virgilio e Dante provengono, estraneo al regno dei vivi.
Nel testo
Versi collegati
7 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto V | 4 | Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: | Apri verso |
| Inferno | Canto V | 17 | disse Minòs a me quando mi vide, | Apri verso |
| Inferno | Canto XIII | 96 | Minòs la manda a la settima foce. | Apri verso |
| Inferno | Canto XX | 36 | fino a Minòs che ciascheduno afferra. | Apri verso |
| Inferno | Canto XXVII | 124 | A Minòs mi portò; e quelli attorse | Apri verso |
| Inferno | Canto XXIX | 120 | dannò Minòs, a cui fallar non lece». | Apri verso |
| Purgatorio | Canto I | 77 | ché questi vive e Minòs me non lega; | Apri verso |