Papi e religiosi
Melchisedèch
Figura ricordata nel cielo delle stelle fisse come termine di confronto con il re-sacerdote che introdusse Abramo nella terra promessa.
Profilo
Nel cielo di Saturno o nel cielo delle stelle fisse, Carlo Magno rievoca la sollecitudine con cui i re antichi vegliarono sui loro popoli, e a Par. VIII 125 ricorda che, se pure in forme diverse, anche prima di Abramo altri esercitarono funzioni di guida: «altro Melchisedèch e altro quello». I versi-ancora non descrivono la scena né collocano la figura in un punto preciso del regno celeste, ma la citano unicamente come esempio storico e tipologico, distinto per funzione e per tempo da Melchisedèch, re di Salem e sacerdote dell'Altissimo, che introdusse Abramo nella terra promessa. Le note autorizzate, dedicate al passaggio sulla vita sociale degli uomini, chiariscono solo l'intento dimostrativo della terzina: mostrare, con il ricordo di figure come Melchisedèch, la varietà storica dei governi voluti dalla provvidenza. La scheda non aggiunge dati cronologici né collocazione ulteriore, limitandosi a quanto i versi e le note documentano.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto VIII | 125 | altro Melchisedèch e altro quello | Apri verso |