Divinità

Marte

Marte è il pianeta citato da Dante sia nell'Inferno sia nel Purgatorio. Nell'Inferno XXIV i vapori della Val di Magra traggono origine da Marte; nel Purgatorio XII appare nel fregio del carro trionfale accanto a Pallade e a Timbreo (Apollo).

Profilo

Nei versi-ancora della Commedia, Marte è menzionato come corpo celeste e come figura del pantheon classico. In Inferno XXIV, v. 145, la terzina descrive una zona della Lunigiana i cui vapori sono tratti, cioè attratti e fatti salire, dal pianeta Marte, che con la sua influenza li eccita e li nasconde alla vista («Tragge Marte vapor di Val di Magra»). Nel Purgatorio XII, v. 31, Marte compare invece come immagine dipinta sul carro mistico della Processione, affiancato a Pallade e a Timbreo (Apollo), fra le figure allegoriche che ornano il fianco del carro. Le note autorizzate al canto II del Purgatorio chiariscono inoltre il ruolo cosmologico dei corpi celesti nel sistema dantesco: i pianeti, mossi dalle intelligenze angeliche, esercitano virtù e influenze diverse sulle realtà terrene, e la stessa concezione è richiamata dall'introduzione al canto IV a proposito della graduazione dei beati nei diversi cieli. Il nome della pianeta designa così, nei versi citati, sia un influsso astrologico sia una figura della mitologia pagana presente nella scena allegorica del carro.

Nel testo

Versi collegati

9 versi