Mitologico
Ismene
Figlia di Edipo, ricordata da Stazio come l'altra figlia condannata a morte insieme alla sorella Antigone. Dante la menziona nel Purgatorio, presentandola come immagine di profonda mestizia accanto alle altre figure del ciclo tebano.
Profilo
Ismene è presentata da Dante nel Purgatorio, in un passo in cui il poeta, rivolgendosi a Stazio, passa in rassegna alcuni personaggi dei suoi poemi, affiancando ai nomi storici dei poeti antichi quelli leggendari dei personaggi della poesia epica. La nota al verso la identifica come l'altra figlia di Edipo, mandata a morte con la sorella Antigone, e precisa che essa vide morire tutti i suoi congiunti e il fidanzato Cirreo, descrivendola in pianto sul cadavere della madre secondo la fonte staziana. Il verso che la introduce la connota come «sì trista come fue», stabilendo un legame diretto tra la sua fama di infelicità e la sua caratterizzazione nel verso dantesco. L'appartenenza al ciclo tebano è confermata dal contesto in cui il nome è inserito, accanto ad Antigone, Deifile e Argia.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXII | 111 | e Ismene sì trista come fue. | Apri verso |