Mitologico

Isifile

Giovinetta del mito antico ricordata da Dante come vittima di un inganno, menzionata in Inferno XVIII tra gli esempi di seduttori fraudolenti accanto a Giasone.

Profilo

Nella bolgia dei seduttori e ruffiani (ottava bolgia dell'ottavo cerchio) Dante accosta, secondo lo schema dei parallelismi fra contemporanei e figure del mondo antico, un peccatore noto a un personaggio del mito. Il commento autorizzato al canto XVIII chiarisce che Giasone è il dannato antico cui si affianca, come controparte moderna, Venedico Caccianimico; lo stesso commento ricorda che l'eroica impresa degli Argonauti e la conquista del vallo d'oro «non vale l'inganno compiuto contro una giovinetta indifesa», riferendosi proprio a Isifile, la giovinetta che Giasone ingannò, come attesta il verso 92 del canto. Tale legame testuale è confermato anche dall'introduzione al canto, dove si spiega che nelle due bolge del XVIII Dante presenta sistematicamente una coppia composta da un contemporaneo e da un antico, qui Giasone e Venedico, entrambi accomunati dalla colpa di seduzione e tradimento. Isifile è dunque ricordata unicamente come la giovane ingannata da Giasone, senza ulteriori dettagli biografici desumibili dai versi o dalle note fornite.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
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InfernoCanto XVIII92Isifile ingannò, la giovinettaApri verso