Mitologico

Ifigenia

Figlia di Agamennone ricordata nel Paradiso come vittima del voto del padre, che la sacrificò agli dei per ottenere venti propizi alla flotta diretta a Troia.

Profilo

Ifigenia è ricordata da Dante nel quinto canto del Paradiso, dove il trisavolo Cacciaguida la cita come esempio classico parallelo a quello biblico di Jefte, accomunati dall'aver compiuto un male peggiore per non violare un voto imprudente. Secondo le note al canto, Agamennone, condottiero dei Greci, aveva promesso agli dei ciò che aveva di più bello per ottenere vento favorevole alla partenza verso Troia e sacrificò la giovane figlia Ifigenia, episodio narrato da Ovidio, Virgilio e condannato da Cicerone con parole analoghe a quelle usate dalla Scrittura per il giudice israelita. Il verso «onde pianse Efigènia il suo bel volto» allude al pianto della fanciulla per la propria bellezza, causa della morte. Le note precisano tuttavia che il pianto di Ifigenia non è attestato in alcun testo antico, mentre quello della figlia di Jefte è ricordato nel libro dei Giudici.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto V70onde pianse Efigènia il suo bel volto,Apri verso