Papi e religiosi

Iefte

Personaggio biblico ricordato da Dante come esempio del pericolo dei voti incauti. È citato a proposito del voto che lo vincolò a sacrificare la primogenita.

Profilo

Iefte è ricordato da Dante nel Canto V del Paradiso, in cui il verso "come Ieptè a la sua prima mancia" lo richiama accanto all'esempio classico di Agamennone, citato subito dopo. Secondo le note al canto, l'episodio cui Dante allude è narrato nel Libro dei Giudici: Iefte, condottiero degli Israeliti, fece un voto a Dio di sacrificare la prima persona che gli fosse uscita incontro al suo ritorno, e a uscire per prima fu la figlia, che pianse la propria verginità sui monti per due mesi prima di essere immolata. La nota precisa che proprio questo dettaglio del pianto è ciò che Dante trasferisce a Ifigenia, figlia di Agamennone, dicendo che pianse la sua bellezza. Iefte è presentato come caso emblematico di voto sconsiderato: sarebbe stato meglio riconoscere la stoltezza della promessa piuttosto che compiere un peccato peggiore osservandola.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto V66come Ieptè a la sua prima mancia;Apri verso