Sovrani e nobili

Guido del Duca

Gentiluomo romagnolo di parte ghibellina, menzionato da sé stesso nel Purgatorio come voce nostalgica della cortese nobiltà di Romagna.

Profilo

Nel canto XIV del Purgatorio Guido del Duca si presenta con il proprio nome, affermando la propria identità e introducendo il rimpianto per i signori liberali e cortesi del passato. Le note al medesimo canto lo descrivono come un gentiluomo romagnolo del quale si hanno pochissime notizie: quasi certamente appartenne alla nobile famiglia degli Onesti di Ravenna, fu di parte ghibellina e imparentato con i Traversari e i Mainardi, ricordati nei versi successivi. Svolse l'ufficio di giudice in vari Comuni della Romagna e visse molti anni a Bertinoro, luogo celebrato per la liberalità dei suoi signori. L'ultima notizia storica che lo riguarda risale al 1249. Collocato nel Purgatorio accanto a Rinieri, l'uno ghibellino e l'altro guelfo, rappresenta la nobiltà romagnola di cui è descritto il declino dall'antica cortesia, in parallelo al quadro delle corrotte città toscane.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XIV81però sappi ch’io fui Guido del Duca.Apri verso