Papi e religiosi

Guaschi

Guaschi è la forma con cui Dante, nelle parole dell'apostolo Pietro, indica gli abitanti della Guascogna, accusati di avidità e pronti a giovarsi del sangue dei martiri per ricchezza e potenza.

Profilo

Nel ventisettesimo canto del Paradiso, l'apostolo Pietro richiama in chiusura del suo discorso il sangue versato che ne aveva aperto la parola, e addita nei Caorsini e nei Guaschi quanti già si preparano a bere di quel sangue, cioè a trarre ricchezza e potere dal sacro ufficio fondato col martirio apostolico. La nota autorizzata al canto XXVII precisa che con Guaschi si allude in particolare a papa Clemente V, definito già nel canto XVII 82 «'l Guasco», ricordandone la brama di potere che lo oppose ad Arrigo VII (cfr. XVII 82 e XXX 142-4), e che gli abitanti della Guascogna erano noti per la loro avidità (così Landino). La nota richiama inoltre che caorsino era nell'opinione corrente sinonimo di usuraio, in riferimento a papa Giovanni XXII di Cahors.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto XXVII58Del sangue nostro Caorsini e GuaschiApri verso