Sovrani e nobili
Giustiniano
L'imperatore Giustiniano si presenta nel Paradiso come voce che illustra il significato provvidenziale dell'Impero e la storia dell'aquila.
Profilo
Nel canto VI del Paradiso, Giustiniano si autodefinisce «Cesare» e pronuncia un lungo discorso, isolato tra la fine del canto precedente e l'apertura del canto seguente. Le note autorizzate precisano che l'intero canto è occupato da un solo grande discorso, introdotto in modo improvviso e con singolare rilievo, dedicato al significato provvidenziale dell'Impero come mediatore della divina giustizia nella storia. Nelle note si ricorda inoltre che il lessico usato da Giustiniano è raro e alto, e che la grande storia dell'aquila narrata da lui si chiude con il riferimento a Carlo Magno. Giustiniano compare dunque in cielo nell'ambito del viaggio dantesco, pronunciando il proprio nome e dichiarando la propria identità imperiale.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto VI | 10 | Cesare fui e son Iustinïano, | Apri verso |