Divinità
Giunone
Giunone è la dea romana ricordata in Par. XII come la signora a cui l'ancella Iride obbedisce; in Inf. XXX è presentata come infuriata contro Tebe per gelosia di Semele, amata da Giove.
Profilo
Nel Paradiso, al v. 12 del canto XII, Dante menziona Giunone mentre descrive il moto di una nuova corona di beati, paragonato all'arcobaleno che si genera dall'eco: la dea è ricordata come colei che comanda alla propria ancella Iride, personificazione dell'arcobaleno. Le note al medesimo canto identificano l'ancella in Iride, che scendeva in terra percorrendo l'arco baleno segnato in cielo. Nell'Inferno, le note al canto XXX rievocano invece la tradizione mitologica di una Giunone crucciata contro Tebe per la gelosia verso Semele, figlia di Cadmo e amata da Giove: la sua vendetta si sarebbe esercitata due volte, facendo incenerire Semele e inducendo alla follia Atamante, re di Orcomeno, che uccise la moglie e i figli credendo di scorgere una leonessa con due leoncini.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXX | 1 | Nel tempo che Iunone era crucciata | Apri verso |
| Paradiso | Canto XII | 12 | quando Iunone a sua ancella iube, | Apri verso |