Mitologico
Giocasta
Giocasta è menzionata da Stazio nel Purgatorio dantesco come esempio legato a una 'doppia trestizia'. Il nome ricorre in un elenco esemplare pronunciato dal poeta tebano.
Profilo
Giocasta compare nella Divina Commedia unicamente nel Purgatorio XXII, v. 56, dove è citata da Stazio nell'ambito degli esempi di superbia punita che il poeta tebano propone ai superbi della seconda cornice. Il testo la qualifica con l'espressione 'la doppia trestizia di Giocasta', alludendo alla sua vicenda mitica segnata da due lutti. L'identificazione della figura come Giocasta, madre ed épouse di Edipo secondo il ciclo tebano, è confermata dai versi e dalla tradizione a cui Stazio attinge. La nota autorizzata al canto XXII non aggiunge ulteriori dettagli sulla sua biografia, limitandosi a chiarire il contesto esegetico dei passi precedenti relativi ai vizi opposti e all'ignoranza.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXII | 56 | de la doppia trestizia di Giocasta», | Apri verso |