Mitologico
Giganti
I Giganti, creature smisurate dell'antichità mitologica e biblica, appaiono come membra sparse in una visione del Purgatorio, immagine di potenza vinta.
Profilo
Nella visione purgatoriale, Dante scorge le membra dei Giganti sparse a terra: un participio in fine di verso che esprime lo stupore per la grande potenza fisica ormai abbattuta, come colpita dalle folgori di Giove sui campi Flegrei. Il riferimento collega questa visione al canto XXXI dell'Inferno, dove i Giganti sono presenti nel pozzo che scende verso i traditori: figure descritte come esseri umani, non mostri, la cui immane statura è segno dell'umana superbia contro Dio. Tra di essi è ricordato Nembròt, costruttore della torre di Babele nella piana di Sennaàr, figura di superbia punita già nella tradizione patristica. Il Giganti danteschi conservano così il significato morale di sfida superba a Dio, dalla ribellione di Flegra fino alla confusione babelica del linguaggio.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XII | 33 | mirar le membra d’i Giganti sparte. | Apri verso |