Mitologico

Giasone

Giasone, l'eroe greca condottiero degli Argonauti, è ricordato da Dante per l'impresa del vello d'oro e condannato per l'inganno compiuto contro Medea.

Profilo

Giasone è figura del mondo mitologico antico, celebrato dalla poesia per la sua impresa eroica, e segnatamente per aver guidato gli Argonauti, che primi solcarono il mare verso la Colchide per impadronirsi del vello d'oro. Nei versi del Paradiso, Beatrice lo richiama allorché rievoca la meraviglia degli Argonauti nel vederlo umiliato a fare il bifolco. Nell'Inferno, Dante lo colloca tra i seduttori e gli adulatori e, pur riconoscendone la nobiltà regale e la grandezza, lo giudica colpevole: con l'inganno sedusse e abbandonò Medea, giovinetta indifesa, che di lui era rimasta gravida e soletta. Tale colpa gli procura la pena infamante dell'ottava bolgia, dove la grandezza dell'impresa eroica, lungi dallo scagionarlo, aggrava il significato della condanna morale.

Nel testo

Versi collegati

2 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XVIII86Quelli è Iasón, che per cuore e per sennoApri verso
ParadisoCanto II18quando Iasón vider fatto bifolco.Apri verso