Divinità

Giano

Divinità romana il cui tempio (delubro), dalle porte normalmente aperte in tempo di guerra, fu chiuso durante la lunga pace del regno di Augusto, evento cardine nella visione storica dantesca.

Profilo

Giano è menzionato nel Paradiso nel contesto della celebrazione della pace augustea. Il verso evocato ricorda che il suo delubro fu serrato, un evento che sottolinea la durata della pace stabilita sotto Augusto. Tale chiusura, sottolineano le note, era eccezionale poiché le porte del tempio di Giano restavano aperte durante i conflitti: il loro sigillo segnalava l'assenza di guerre. Dante lega questa circostanza alla nascita di Cristo, avvenuta proprio in quel periodo di pace, considerandola un momento fondamentale della storia romana. Tuttavia, nel testo poetico il rilievo dato alla chiusura del delubro è ridotto rispetto ad altre sue opere, perché il poeta intende concentrare l'attenzione sulla morte redentrice di Cristo, evento centrale della storia secondo la sua prospettiva teologica.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto VI81che fu serrato a Giano il suo delubro.Apri verso