Storico
Ghin di Tacco
Gentiluomo senese, bandito da Siena, divenuto brigante di strada nel castello di Radicofani in Maremma; ricordato per la sua fierezza e le sue ruberie, morì probabilmente nel 1303. Dante lo cita nel Purgatorio.
Profilo
Ghin di Tacco è menzionato da Dante nel Purgatorio VI, v. 14, in un passo che accosta la sua morte violenta a quella di altri personaggi illustri. Secondo le note al canto, era un gentiluomo senese che, bandito dalla propria città, si stabilì nel castello di Radicofani in Maremma, dove si trasformò in brigante di strada. Le stesse note ricordano che è protagonista di una celebre novella del Boccaccio nel Decameron (X 2), nella quale è descritto come uomo assai famoso per la sua fierezza e per le sue ruberie. La data della morte è collocata probabilmente nel 1303. La sua fama di uomo fiero e rapace era tale da essere richiamata da Dante come termine di paragone, senza che il personaggio compaia direttamente sulla scena del Purgatorio.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto VI | 14 | fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte, | Apri verso |