Mitologico
Ganimede
Figura della mitologia classica ricordata da Dante in Purgatorio IX, 23 come esempio di rapimento divino: abbandonati i suoi da Ganimede.
Profilo
Ganimede è una figura della mitologia classica, ricordata da Dante come esempio di fanciullo rapito dagli dèi e per questo abbandonato dai propri familiari. La sua menzione si colloca all’inizio del Purgatorio, nel passo in cui il poeta, immerso nel sonno sulla soglia del Purgatorio, viene descritto mentre sogna di essere trasportato in alto da un’aquila. Le note al canto spiegano che l’episodio mitologico di Ganimede è richiamato accanto a quello di Procne e Filomena, accomunati dalla tradizione cristiana come figure del dolore e della contrizione del cuore, in anticipo della scena della confessione che sta per compiersi. Nella Commedia Ganimede non compare come personaggio parlante né viene collocato in un preciso cerchio o cornice: è un semplice termine di paragone allusivo.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto IX | 23 | abbandonati i suoi da Ganimede, | Apri verso |