Papi e religiosi
Fra Dolcino
Capo di una setta ereticale, ricordato da Maometto in Inferno XXVIII come scismatico ancora vivente, la cui cattura da parte dei Novaresi è data per imminente.
Profilo
Fra Dolcino è citato da Maometto nel canto XXVIII dell'Inferno come scismatico ancora in vita, del quale si preannuncia la prossima discesa tra i dannati. Il passo «Or dì a fra Dolcin dunque che s'armi» costituisce il primo elemento testuale: Maometto affida a Dante il messaggio di avvertimento, secondo un livellamento storico che pone sullo stesso piano il fondatore dell'Islam e il capo della setta. La nota 57 al medesimo canto precisa che fra Dolcino morì nel 1307, così che l'avvertimento di Maometto presuppone implicitamente la conoscenza dell'assedio e della resa. Le note 59 e 60 specificano che i «Noarese» sono i crociati, in prevalenza di Novara e Vercelli, che assediavano il monte Zibello, e che la resa fu dovuta alla neve e alla mancanza di cibo.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXVIII | 55 | «Or dì a fra Dolcin dunque che s’armi, | Apri verso |