Mitologico
Eteocle
Fratello di Polinice citato da Dante nel canto XXVI dell'Inferno come esempio mitico della fiamma che si divide in due, in riferimento al rogo su cui i due fratelli figli di Edipo furono posti insieme.
Profilo
Eteocle compare nel discorso di Ulisse in Inferno XXVI, dove il greco ricorda ai compagni l'esempio del rogo di Eteocle e Polinice per spronarli ad andare oltre le colonne d'Ercole. Secondo il racconto mitologico riferito dalle note al canto, i due fratelli figli di Edipo si uccisero l'un l'altro sotto Tebe e, quando i loro corpi vennero posti sullo stesso rogo, la fiamma si divise in due lingue a significare l'odio che li aveva divisi in vita e che perdurava oltre la morte. Il fenomeno è presentato come fatto unico nella bolgia degli astuti e induce Dante a chiedere a Virgilio chi sia mai colui che par levarsi dal rogo dividendosi la cima del fuoco. Dante usa in proposito il sicilianismo 'miso' per 'messo'.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXVI | 54 | dov’ Eteòcle col fratel fu miso?». | Apri verso |