Poeti e pensatori
Esopo
Autore greco di favole morali, citato da Dante nella bolgia degli ipocriti mentre osserva la scena dei due pellegrini silenziosi.
Profilo
Esopo è menzionato da Dante nel canto XXIII dell'Inferno, dove i due pellegrini, procedendo taciti e soli, sono paragonati a frati minori che camminano in silenzio, uno dietro l'altro. In tale cornice narrativa il poeta indica che il suo sguardo era rivolto sulla favola di Isopo, forma medievale con cui nel testo è designato Esopo. Le note critiche precisano che si tratta dell'autore greco di favole morali, le cui raccolte, come il Liber Esopi di Gualtiero Anglico, erano largamente diffuse nel Medioevo e usate anche nelle scuole. Dante può dunque far solo un breve accenno, sicuro che il lettore sappia riconoscere il riferimento. La stessa fonte ricorda che Esopo è citato anche nel Convivio (IV, XXX 4), dove Dante lo indica come poeta «ne la prima Favola». Non risulta dai versi-ancora alcun ulteriore dettaglio biografico.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXIII | 4 | Vòlt’ era in su la favola d’Isopo | Apri verso |