Mitologico
Erisittone
Figura mitologica ricordata da Dante nel Purgatorio: l'esempio è introdotto per illustrare la pena della fame e della sete inflitta agli spiriti golosi.
Profilo
Nel XXIII canto del Purgatorio Dante inserisce il nome di Erisittone in una similitudine che descrive la magrezza degli spiriti penitenti. La nota autorizzata al passo chiarisce che i personaggi in scena appaiono «paurosamente magri, per la perenne fame e sete che costituisce la loro pena»; la menzione di Erisittone, prosciugato dal proprio tormento, serve quindi a dare misura della consunzione fisica di quelle anime. Erisittone è così evocato unicamente come termine di paragone mitico, e non è presentato come personaggio collocato in una cornice del Purgatorio: il testo non lo annovera fra i golosi, ma lo richiama per analogia con la loro pena.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXIII | 26 | Erisittone fosse fatto secco, | Apri verso |