Mitologico
Enea
Eroe della mitologia greca e romana, citato da Dante come modello di viaggio oltremondano accanto a san Paolo, e ricordato tra gli spiriti magni del Limbo.
Profilo
Dante menziona Enea in apertura del poema come termine di confronto con la propria impresa: nel secondo canto dell'Inferno, dopo aver dichiarato di non essere Enea né paolo, presenta i due personaggi come exempla paralleli al suo viaggio. Le note critiche precisano che a Enea fu concessa la discesa agli inferi in considerazione del suo compito futuro, quello di preparare l'Impero di Roma, mentre a Paolo spettò di portare conforto alla fede cristiana; i due nomi danno al viaggio dantesco una dimensione storica e civile. Nel quarto canto dell'Inferno, nel Limbo, Enea è ricordato fra gli spiriti magni insieme a Ettore. Infine, nel ventiseiesimo canto, un personaggio ricorda che la propria città sarebbe stata nominata diversamente se Enea non l'avesse designata, segno del ruolo fondativo attribuito all'eroe nella memoria poetica dantesca.
Nel testo
Versi collegati
3 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto II | 32 | Io non Enëa, io non Paulo sono; | Apri verso |
| Inferno | Canto IV | 122 | tra ’ quai conobbi Ettòr ed Enea, | Apri verso |
| Inferno | Canto XXVI | 93 | prima che sì Enëa la nomasse, | Apri verso |