Papi e religiosi
Eliodoro
Eliodoro è ricordato da Dante nei versi del Purgatorio come esempio di punizione divina per la cupidigia: lodiamo i calci che ricevette.
Profilo
Nel Canto XX del Purgatorio Dante inserisce Eliodoro, sotto la forma grafica «Elïodoro», nella serie di esempi di avarizia punita esposti nella cornice dei superbi. Il verso-ancora (Pg XX, 113) lo nomina a proposito dei «calci» da lui ricevuti, che i pellegrini spirituali sono chiamati a lodare. Le note autorizzate al medesimo canto contestualizzano il passo all'interno di una rassegna di figure mitiche e bibliche (Pigmalione, Mida) la cui brama d'oro li rese «traditori» e «misieri», e tra esse compare appunto Eliodoro. Non emergono dalle fonti fornite ulteriori dati biografici, ruoli o precisazioni sul peccato, sicché la scheda si limita a registrare la menzione dantesca e la collocazione nel canto.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XX | 113 | lodiam i calci ch’ebbe Elïodoro; | Apri verso |